Gli aghi a farfalla

Il termine ago a farfalla deriva dalla forma di questi aghi che sembra ricordare una farfalla dalle ali aperte. Per definizione tali aghi sono dispositivi medici, sterili e monouso, particolarmente indicati per mono-somministrazioni e prelievi del sangue. Una volta adoperati, questi aghi vengono immediatamente eliminati.

Come sono fatti gli aghi a farfalla?

Questi aghi a farfalla (anche detti epicranici) sono atossici e apirogeni e sono costituiti per lo più da acciaio inox. La loro triplice affilatura, che viene sapientemente lubrificata con materiali compatibili con l’uso umano, li rende adatti nel caso di prelievi in bambini in quanto l’inserimento in vena risulterebbe essere meno traumatizzante e anche in casi di accessi venosi importanti. Si è soliti identificarli mediante il loro calibro intendendo con questo la capacità di iniezione di un farmaco da parte dell’ago stesso. Il calibro degli aghi viene espresso tramite il valore Gauge: capacità iniettiva e Gauge sono due misure inversamente proporzionali per cui quanto più alto sarà il valore Gauge tanto più piccolo sarà il diametro dell’ago. Gli aghi butterfly sono collegati a tubi sottili che a loro volta terminano con un cappuccio dove viene inserito il contenitore per la raccolta
del sangue. Anche il tubo sarà in materiale plastico a uso medicale e atossico. Le ali di gomma spiegate che si aprono lateralmente sono un sistema comodo che ne facilita la manipolazione da parte del personale sanitario che sarà agevolato così nell’inserimento dell’ago in vena. In più, il sistema di colori usati convenzionalmente per le alette rende immediato il riconoscimento dell’ago durante le operazioni cosa importantissima specie se si pensa a quelle di emergenza dove la rapidità dell’intervento quasi sempre è essenziale per la riuscita dello stesso.

A cosa servono gli aghi a farfalla?

Normalmente, in sede di prelievo, si tende a riservare l’utilizzo degli aghi a farfalla (qui un modello) soltanto a determinate situazioni come per esempio una difficoltà di raggiungimento della vena con i sistemi tradizionali o quando vi è una richiesta esplicita da parte dal paziente. Difatti questi aghi risultano essere specificamente adatti in caso di prelievi da mani, piedi e polsi e si rivelano utili in maniera particolare in caso di pazienti con vene superficiali o , ancora, in caso di persone che, data la poco inclinazione al prelievo, rischiano di far fuoriuscire l’ago dalla vena per i movimenti inconsulti che fanno. L’ago a farfalla consentirebbe infatti una maggiore libertà di movimento rispetto a quelli normalmente adoperati. È anche vero però che non necessariamente il piccolo diametro di questi aghi è fonte di meno dolore. Molto spesso è anche l’aspetto più rassicurante di questi sistemi ad avere un effetto calmante sulla persona che si sta per sottoporre al trattamento.

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È giusto preferirli agli aghi normali?

Se la presenza delle ali laterali consente una maggior dimestichezza nel loro uso, aspetto importante per un dispositivo medico che necessita una manipolazione responsabile, vi è da dire anche che la presenza di un sistema di sicurezza diminuisce le probabilità di punture accidentali tutelando così gli operatori non soltanto durante le fasi di prelievo, ma anche durante le fasi di smaltimento.

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